Fotografia istantanea

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Breve storia della fotografia istantanea

La fotografia Istantanea è  legata in maniera indissolubile al nome di Edward H. Land padre fondatore del marchio POLAROID.

La prima innovazione nel mondo della fotografia che Mr.Land lancia è il filtro polarizzatore (da qui il nome dell’azienda).

La ‘leggenda’ poi narra che, per venire incontro alle richieste della figlia di 3 anni che gli chiedeva perchè  non potesse vedere subito le foto che scattava, incentrò  la sua ricerca su quella che poi sarebbe stata la prima fotocamera che permetteva di produrre immagini stampate in positivo direttamente dopo lo scatto. La Polaroid 95 è  del 1948.

Negli anni successivi e soprattutto nel decennio 1950-’60 le vendite salirono vertiginosamente, così che furono lanciate nuove fotocamere e nuove pellicole. Nel ‘56 le vendite di fotocamere istantanee Polaroid superarono il milione.

Nel 1963 (al momento le foto Polaroid erano solo in B&N) fu introdotta la pellicola Polacolor: la prima a produrre immagini a colori.

Negli stessi anni fu introdotto il nuovo sistema Pack, con il lancio della Polaroid 100 Automatic. Questo nuovo tipo di fotocamere era dotato di un comparto in cui collocare non più un rullo di pellicola istantanea ma un pack contenente 10 fotografie che venivano sviluppate esternamente alla fotocamera , e permettevano scatti in lenta successione.

Gli anni ‘70 e ‘80 vengono definiti come gli anni d’oro della Polaroid.

Mentre la Polaroid spopolava con il modello SX-70 ed arrivò a produrre fino a 5000 fotocamere al giorno, marchi come Fuji e Kodak entrarono nel mondo Istant Camera. Kodak abbandonò  in pochi anni causa contenziosi sui brevetti, invece Fuji continuò  a sfornare macchine Instax  che tuttora vengono vendute con grande successo.


Fotocamere e pellicole


Grandi fotografi e Polaroid

Ansel Adams fu forse il primo grande fotografo ad intuire il potenziale del sistema Polaroid.

Fu artefice assieme a Land dello sviluppo di nuove fotocamere e materiali.

Intuì che se le pellicole Polaroid fossero state affidabili in quanto resa esposimetrica, potevano essere utilizzate come “preview” delle immagini finali scattate a pellicola. Molti negli anni a seguire utilizzarono questa tecnica un po’ come oggi si usa fare con lo schermo posteriore delle fotocamere digitali.


Andy Warhol fu uno dei più  grandi estimatori del sistena Polaroid: ne possedette diversi modelli. I due che sicuramente preferì sono la SX-70 e il modello BigShot che rese famoso e che utilizzò  per scattare ritratti a personaggi famosi dell’epoca.


Gabriele Basilico, in quanto fotografo di architettura, sfruttò  da prima il potenziale Polaroid (serie Pack 100) per fini di previsione dell’immagine su negativo. Resta famosa la serie di foto Polaroid sull’effetto di varie sedie sul sedere di una modella nuda.

 

Maurizio Galimberti resta uno degli indiscussi maestri della fotografia istantanea. Utilizzatore del sistema Spectre e in particolar modo delle Close-up e macro3 e 5, produsse e produce lavori indimenticabili di multipli polaroid.


Tecniche di manipolazione

Particolarità che da sempre ha distinto Polaroid da gli altri marchi di fotografia istantanea è la possibilità di modificare le emulsioni delle pellicole.

L’ormai rimpianta emulsione Time-Zero, introdotta con le fotocamere della generazione SX-70 , permetteva di manipolare durante lo sviluppo dell’immagine la medesima, lavorando con biro scariche, legni, punteruoli etc.


Emulsion Lift o ‘sollevamento dell’emulsione’ sta a indicare quel processo per cui è possibile staccare la foto dal supporto polaroid per poi attaccarlo su un supporto differente, solitamente carta cotone per acquarello.

 

Una risposta

  1. […] Se ti interessa approfondire l’argomento, avevamo già parlato di fotografia istantanea e Polaroid su questo articolo del blog. […]

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