Il romanzo su Vivian Maier che non dovete perdere

Il romanzo su Vivian Maier che non dovete perdere

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Mi trovavo un pomeriggio in libreria a sbirciare i titoli sugli scaffali, quando uno sguardo ha attirato la mia attenzione. Vivian Maier mi scrutava da una copertina in uno dei suoi celebri ritratti allo specchio.

Ho preso in mano il volume, pensando che fosse un saggio o un libro fotografico per scoprire che era un romanzo: Dai tuoi occhi solamente di Francesca Diotallevi. Non conoscevo l’autrice, ma mi è sempre piaciuto molto il lavoro di Vivian Maier e l’idea di leggere un romanzo su di lei mi attirava parecchio. Ho aperto le prime pagine e ho iniziato a leggere l’incipit. E così ho passato dieci minuti in piedi in libreria a immergermi in una lettura piacevolissima come non mi capitava da Harry Potter (e lo dico da grande fan della saga). La lettura che ne è seguita ha confermato la prima impressione!


La fotografa invisibile

Se qualcuno mi chiedesse perché mi piace Vivian Maier non saprei che cosa rispondere. Forse per la sua capacità di mostrare lo spettacolo della vita di Chicago o New York o perché, come la sottoscritta, accumula pile di negativi che poi non sviluppa.

Forse molti di voi conoscono già la sorprendente storia di Vivian Maier e del suo lavoro fotografico che l’ha trasformata post mortem da una tata sconosciuta ad una delle più grandi street photographer del Novecento.  La sua vita ha il fascino del mistero: una bambinaia che scattò segretamente più di 100.000 fotografie che furono stipate in un magazzino a Chicago finchè non vennero trovate nel 2007, la maggior parte ancora da sviluppare.

Chi era Vivian? Ancora adesso è difficile darne un quadro completo. Era una persona solitaria che lavorò come bambinaia per tutta la vita e che forse subì dei traumi durante l’infanzia.


Il romanzo…

Dai tuoi occhi solamente vi permetterà di scoprire finalmente la vera storia di questa grande fotografa? La risposta è no. La vita di Vivian Maier è stata ricostruita solo in parte e questo romanzo potrà dirvi solamente quello che sapete già. Ma negli angoli bui di questa storia misteriosa, l’autrice fa luce su come le cose potrebbero essere andate.

Francesca Diotallevi si è documentata su Vivian Maier. Ha ricostruito totalmente la sua personalità in base alle testimonianze di chi l’ha conosciuta e ai libri che sono stati scritti a riguardo. Partendo da fatti certi, crea una storia verosimile aggiungendo particolari di fantasia.

Seguiamo perciò Vivian nel 1954 a New York mentre inizia a lavorare per la famiglia Warren. La Vivian del presente con i suoi modi bruschi ed una maschera di impassibilità per celare sé stessa al mondo è comprensibile grazie alla Vivian del passato. Ci immergiamo, infatti, nella sua vita da tata con la Rolleiflex e, parallelamente, scopriamo la vita di Vivian bambina.

Sballottata tra l’America e la Francia con una madre sola incapace di superare i rancori del passato, Vivian Maier si abitua a dire troppe volte addio e a non instaurare legami con le persone. Da adulta questo la rende capace di riconoscere i suoi stessi dolori negli altri. Come i coniugi Warren per cui lavora, talmente presi a combattere i loro demoni interiori da aver creato una distanza incolmabile tra di loro.

 

…e perché leggerlo

Ferite emotive tramandate da una generazione all’altra e scontri con i genitori sono le tematiche principali di questo romanzo, alla luce dei quali emerge la Vivian fotografa. Lei non fotografava per gli altri, ma per sé stessa. Inquadrare una parte di mondo le permetteva di fare ordine nella sua vita. Di entrare in punta dei piedi nelle vite degli altri come spettatrice invisibile.

Questi istanti io li rubo. Li porto via a quelli che, in fondo, non sanno che farsene di quei frammenti di vita destinati a dissolversi nel momento stesso in cui accadono. Custodisco le storie che le persone non sanno di vivere.

È un romanzo da leggere tutto di un fiato. La scrittura è scorrevole e Diotallevi utilizza abilmente uno stile limpido e immediato. Molti sono i passaggi in cui seguiamo la fotografa durante la creazione dei suoi scatti più celebri, come il bambino con il gelato o il suo autoritratto dove la sua figura compare infinite volte negli specchi. L’atto di fotografare diventa una terapia necessaria per Vivian e i suoi scatti la parte più intima di sé che vuole nascondere al mondo.

Ogni tanto mi domando come avrebbe reagito Vivian Maier sapendo della fama di cui gode adesso. Probabilmente non avrebbe gradito. Il “fenomeno Vivian Maier” è recente, perché recente è la scoperta di questa grande fotografa autodidatta. “Dai tuoi occhi solamente” rientra nel filone di film, documentari e mostre su di lei e offre una spiegazione coerente e introspettiva che fa apprezzare Vivian Maier anche a chi non la conosce.

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