Mostra WoMan Ray a Camera

Mostra WoMan Ray a Camera

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Finalmente mi sono liberato dall’appiccicosa tecnica pittorica, e sto lavorando direttamente con la Luce stessa.

– Man Ray, 1922

 

PROROGATA AL 2 FEBBARIO la mostra dal titolo ‘Wo Man Ray – Le seduzioni della Fotofrafia’ presso Camera a Torino.

 

La Mostra

La mostra si snoda fra le sei stanze (sempre ben allestite ed illuminate) e il corridoio del Centro per la Fotografia situato a Torino in via delle Rosine. Ogni stanza ha una tematica precisa, tutte ovviamente come da titolo incentrate sulla figura della donna,figura cara all’artista e non solo.

Uomo osserva nudi di donna

 

 

Si inizia con una selezione di ritratti e nudi associati a pensieri, passando per le sue opere più famose, i lavori delle amanti/assistenti e si termina, nel corridoio, con le 53 foto del tardivo lavoro sull’ultima compagna di vita e d’arte, Juliet.

Corridoio – Fifty Faces of Juliet

Opere e non Fotografie

Quando si parla di Man Ray, non si parla di un vero fotografo, ma di un’artista poliedrico che ha usato la fotografia come mezzo di comunicazione. Per lui la fotografia è solo un tramite per catturare quello che più lo affascina: La Luce.

Come dirà anni dopo Joan Fontcumberta: <<La fotografia è una finzione che si finge reale>>, quindi l’idea è non tanto la visione documentaristica di tale mezzo, caro ai Fotoreporter, ma la sua qualità di reagire in modo più o meno controllato alla luce, liberandosi dalle difficoltà e, a volte, dai limiti della pittura.

Negli anni proverà tecniche all’avanguardia, giocando su difetti del mezzo ed errori di esecuzione, ovviamente voluti.

Famosissime le sue sperimentazione per quanto riguarda la Solarizzazione e i Rayogrammi (che da lui prendono il nome, e che prossimamente sperimenteremo in una serata di Camera Oscura dei raduni Tribali).

Le Muse/Assistenti/Amanti

Ben tre stanze sono invece dedicate alle 3 donne che prima di Juliet hanno illuminato la vita dell’artista.
Lee Miller, Berenice Abbot e Dora Maar condividono con l’artista letto e passione per la fotografia, saranno a turno esecutrici, modelle e assistenti per Man Ray, che a sua volta poserà per loro.
Si dice che la tecnica della Solarizzazione ci sia stata regalata non dallo stesso Man Ray, ma da un errore in fase di sviluppo del negativo da parte di Lee Miller di cui nella mostra troviamo una stanza di ritratti di personaggi famosi.

Fifty Faces of Juliet

La Mostra termina nella parte espositiva del corridoio, dove troviamo quella che è l’ultima serie compiuta da Man Ray , ovvero Cinquanta Facce di Juliet.

In questo lavoro Man Ray si cimenta nella realizzazione di appunto 50  (in realtà 53) ritratti della sua ‘amata’, si passa da ritratti classici ad immagini più surreali, passando per solarizzazioni ed elaborazioni in camera oscura di ogni tipo, si potrebbe definire un’antologia di tutto il suo lavoro.

Man Ray è per il suo tempo quello che oggi potrebbe essere un Guru della post-produzione, con l’aggiunta della manualità e della fortuna che erano necessarie ai tempi della camera oscura e della chimica.

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