Workshop estivo full immersion – la fotografia nell’ombra

Workshop estivo full immersion – la fotografia nell’ombra

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In una notte del 1816, quattro amici scrittori, chiusi dentro una casa per ripararsi dalla terribile estate di quell’anno, decisero d’intraprendere una suggestiva gara: scrivere una storia di fantasmi e di paura. Oggi chiamiamo quel genere “letteratura gotica”, i quattro amici erano il grande poeta Lord Byron, il suo medico e letterato John Polidori, Mary Shelley e sua sorella Percy.

In quei giorni di fervida creatività collettiva Byron compose il terzo canto di Childe Harold, il Prisoner of ChillonThe Dream, i primi due atti del Manfred, e Darkness. Polidori concepì un racconto che lo portò alla pubblicazione del famoso libro The Vampyre (che in seguito ispirò il Dracula di Bram Stoker) e Mary Shelley pose le basi per il più grande e importante romanzo gotico di tutti i tempi: Frankenstein.

Il Collettivo X, formato da quattro fotografi di estrazione fotogiornalistica, dediti al fotoreportage e alla divulgazione della cultura fotografica, propone in collaborazione con REFLEXtribe un workshop full immersion di 3 giorni presso la Palazzo Atelié di San Raffaele Alto dal 30 agosto  al 1° settembre 2019.

I partecipanti avranno l’opportunità di vivere esperienze fotografiche uniche attraverso l’utilizzo di una sola regola:

si scatta e si crea solo all’interno del palazzo

palazzoatelie


Argomenti del workshop e delle serate:

Il workshop non ha orari precisi perché si vivrà dal mattino alla sera, fino a notte inoltrata la magica atmosfera della fotografia, l’unico intento è la creazione attraverso l’utilizzo del mezzo fotografico.

Il corso comprende 2 pasti giornalieri più colazione e il pernottamento notturno nelle camere del palazzo.

Programma minimo garantito (ma si può fare anche molto di più)

  • Cosa significa essere fotograficamente creativi come essere diversi pur vivendo le stesse situazioni.
  • Scattare senza lucetornare indietro nel tempo, quando anche in pieno sole servivano 30 minuti per registrare una foto.
  • La sintassi tecnica e l’imposizione di regole invalicabiliquando una scelta costrittiva e fastidiosa genera l’intuito e l’idea.
  • Noi siamo quello che fotografiamo, noi siamo in ciò che fotografiamo – i metodi per entrare nel profondo del nostro desiderio di comunicare.
  • Uno, nessuno, forse centomilail rapporto con il o i soggetti.
  • La stampa ai tempi dell’alchimia – le migliori foto hanno bisogno delle migliori stampe.
  • L’obiettivo di più foto – la realizzazione di un progetto, meglio ancora se in collettiva.
  • La tecnica del frigo vuoto – solo i più grandi “cuochi” sanno inventare da una dispensa vuota.
  • Il tempo è nostro amico – se lo spazio non cambia sarà il tempo a cambiarci lo spazio.

Le serate:

Ogni sera sarà organizzato un momento didattico/divulgativo tenuto da uno dei fotografi del Collettivo X.

30 Agosto 20,30 – 22,30 – “La fotografia nasce per l’esigenza di essere immortali“: una versione alternativa dei primi anni della storia fotografica.

31 Agosto 20,30 – 22,30 – “La fotografia è finta tanto quanto noi“: ciò che crediamo sia realmente accaduto perché ha una prova fotografica può essere un’illusione truffaldina.

1 settembre 20,30 – 22,30 – “La fotografia si moltiplica“: quando si aggiungono più immagini in sequenza la fotografia diventa racconto.


I docenti del Collettivo X:

Paolo Siccardi

Photoreporter free-lance è autore di diversi libri e mostre fotografiche. Tra i suoi lavori più significativi quello sul conflitto in Afghanistan, la rivoluzione Sandinista contro i guerriglieri Contras al confine con l’Honduras, la Prima Guerra del Golfo. Per dieci lunghi anni documenta i conflitti nell’ex-Jugoslavia e i cambiamenti geo-politici nell’area balcanica, documenta il disastro di Chernobyl. È poi la volta del Medio Oriente, l’Iraq di Saddam Hussein, la Siria di Assad, Cisgiordania e striscia di Gaza. In Africa realizza alcuni servizi sui conflitti e le emergenze umanitarie in Senegal, Costa d’Avorio, Togo e nel 2012 in Sud Sudan segue i progetti e gli aiuti dell’Unicef. I suoi reportage, prevalentemente a carattere sociale, sono stati pubblicati dalle più importanti testate giornalistiche: Famiglia Cristiana, il Venerdì di Repubblica, Time International, Der Spiegel, Geo Japan, The Guardian, Courrier International. Dal 2000 collabora esclusivamente con il settore esteri del settimanale Famiglia Cristiana.

Max Ferrero

Classe 1964, diventa professionista nel 1986 dedicandosi al fotogiornalismo e al reportage sociale. Esordisce con un lavoro sul carcere minorile Ferrante Aporti di Torino pubblicando il libro: Cosa ci faccio qui dentro. Nel corso degli anni, Ferrero ha documentato la lotta dei sandinisti in Nicaragua, i rivoluzionari dell’FMLN in San Salvador, la nascita del Kurdistan iracheno dopo la prima guerra del golfo. Negli anni ‘90 ha realizzato alcuni importanti reportage sulla guerra civile dell’ex Jugoslavia. In italia ha seguito l’applicazione della legge Basaglia negli ospedali psichiatrici. Tema riaffrontato ultimamente attraverso la mostra/libro Nocchier che non seconda il vento, un reportage all’interno degli ultimi mesi d’esistenza degli ospedali psichiatrici giudiziari italiani.

Stefano Stranges

Stefano Stranges è un fotografo indipendente Italiano. Specializzatosi nel 2012 con un Masterclass della Magnum Photo, i suoi lavori sono focalizzati sul tema reportagistico sociale, alternando servizi istituzionali e reportage di viaggio per agenzie, a collaborazioni con organizzazioni umanitarie e riviste del settore. Durante le sue diverse tappe di un progetto intitolato Homeland, e stato invitato a presentare ai giovani studenti il suo operato in alcuni college tra India e Bangladesh e in particolare nella prestigiosa Palan School of International Studies di Calcutta. Attualmente è impegnato in un reportage a lungo termine sulla filiera del Coltan e del materiale tecnologico, dal quale nasce la sua mostra itinerante “The victims of our wealth” (finalista al Sifest Premio Pesaresi 2016 e Menzione d’Onore all’ IPOTY- International Photographer of the year).

Mauro Donato

Ha frequentato l’Istituto fotografico Bodoni divenendone, in seguito, uno dei professori. Al suo attivo ha diverse esperienze e collaborazioni con importanti agenzie nazionali che si occupano di quotidiani e settimanali. Dal 2004 è iscritto all’ordine dei giornalisti. Sul reportage scrive: “Questa é forse la sezione che sempre più spesso mi fa sentire vivo, mi piace avere a che fare con la realtà che mi circonda raccontare i fenomeni che caratterizzano il mio tempo, ho voglia di capire di persona i cambiamenti circostanti, ho la pessima abitudine di soffrire innamorami e illudermi per quello in cui credo, vorrei da sempre riuscire a raccontare i miei sentimenti attraverso la fotografia.”


Quote di partecipazione:

Workshop + pernottamenti e pensione completa (3 giorni)                                               400 €*

Partecipazione alle sole 3 serate didattiche                                                                        60 €*

*La partecipazione al workshop e alle serate didattiche è riservata ai soci REFLEXtribe, per cui chi non fosse socio REFLEXtribe nell’anno in corso dovrà fare/rinnovare la tessera associativa al costo di 10€.

 

Il numero minimo di partecipanti al workshop è fissato a 7, quello massimo a 12.

La partecipazione alle serate fotografiche è fissata per un massimo di 30 partecipanti.

Al raggiungimento del numero minimo di partecipanti verrà data conferma agli iscritti e si potrà procedere al saldo della quota di partecipazione.

Per prenotare il tuo posto al workshop o alle serate oppure per  richiedere maggiori informazioni  compila il form, ti ricontatteremo:

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