10 laboratori fotografici per i 10 anni della nostra associazione

10 laboratori fotografici per i 10 anni della nostra associazione

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Il 21 settembre 2011 veniva costituita REFLEXTribe come associazione senza scopo di lucro per la promozione della fotografia e delle arti visive.

Nel frattempo sono trascorsi 10 anni di corsi, viaggi, progetti, fotografie, Photo Marathon, amicizie, sedi operative. Avevamo iniziato affittando le aule nel Palazzo Lancia, per poi spostarci in via Perrone e infine approdare nella nostra sede attuale in via Piazzi.

In questi 10 anni abbiamo registrato più di 2300 soci: persone che hanno scelto di dedicare con noi una piccola o grande parte del loro tempo libero.


Il progetto fotografico

Per dire grazie a tutti e per ritornare a stare insieme, ad avere scuse per ritrovarsi e tirare fuori la macchina fotografica dalla borsa, abbiamo pensato di regalarci un progetto fotografico (alquanto bizzarro) grande 100 scatti e di realizzarlo tutto durante laboratori pratici, che sono momenti di svago e socializzazione, ed anche di approfondimento e ripasso.

I laboratori saranno 10 ed in ognuno vorremmo coinvolgere 10 persone che parteciperanno all’ideazione degli scatti ma che poseranno anche insieme. La partecipazione è gratuita ed aperta a tutti.

Ogni laboratorio è contraddistinto da un colore (usato per uniformare visivamente l’abbigliamento dei soggetti) e da un “parametro fotografico”.

Per parametro fotografico intendiamo una delle scelte che ogni fotografo si trova a fare per ogni singolo scatto che realizzerà: se ISO, tempi e diaframmi sono le scelte più ovvie, non si possono dimenticare altre opzioni quali ad esempio la distanza dal soggetto, la focale dell’obiettivo, il punto di vista, la luce scelta … Alcuni parametri sono un po’ folli, alcuni più significativi di altri,

Vi raccontiamo (brevemente come sono andati i primi 3 e vi aspettiamo per i prossimi!

Le fotografie definitive saranno svelate a settembre, in questo post inseriamo solo le più significative.


Lab. 1 – Colore Bianco – Numero di esposizioni

Tutti in bianco su fondo nero abbiamo sperimentato con le esposizioni multiple. Il primo scatto è una fotografia normale, a seguire abbiamo aumentanto man mano il numero di sovraesposizioni. Conseguentemente abbiamo “giocato” con l’aggiunta di soggetti e movimenti.

Nelle esposizioni multiple bisogna tenere conto che nelle porzioni bianche o molto chiare dell’immagine non sarà più possibile sovraimprimere informazioni, mentre i toni medi e scuri dell’immagine conserveranno sensibilità.

E’ possibile realizzare in postproduzione le esposizioni multiple: con Photoshop si può operare sulle opzioni di fusione tra i livelli oppure seguire le indicazioni che ci dà Guido in questo video:

Ma noi, per essere rigorosi e vedere durante il laboratorio stesso i risultati, abbiamo realizzato queste esposizioni multiple direttamente in camera. Nelle fotocamere digitali è infatti possibile impostare tra i parametri di ripresa la funzione “Multi esposizione” e stabilire il numero di scatti da sovrapporre (da 2 a 9).


Lab. 2 – Colore Nero – Tempo di esposizione

Il tempo è uno dei parametri fondamentali della fotografia. Lavorare con tempi diversi permette di congelare il movimento oppure esprimerlo graficamente.

La serie che abbiamo realizzato aveva un soggetto fermo: il fotografo ed una “folla” che gli camminava a attorno.

All’accorciarsi dei tempi si nota come tutti i soggetti risultino “congelati”. Per scattare con tempi lunghi è ovviamente necessario il treppiede.


Lab. 3 – Colore Rosso  – Lunghezza focale

Per questo laboratorio abbiamo utilizzato 3 ottiche diverse: 16-35mm, 24-105mm, e 70-200mm. Abbiamo scattato 10 fotografie cambiando per ciascuna la lunghezza focale e passando da 16mm ai 200 mm e sperimentato due variabili.

Nella prima serie abbiamo man mano allungato la lunghezza focale e contemporaneamente abbiamo allontanato la camera dai soggetti per ricreare il cosiddetto “effetto Vertigo”. Questo effetto di schiacciamento o allontanamento dello sfondo rispetto al soggetto in primo piano fu utilizzato per la prima volta da Hitchcock nel fil “Vertigo” (in italiano “La donna che visse due volte”) da cui prende appunto il nome e nel cinema viene realizzato zoomando avanti ed effettuando una carrellata indietro. Il soggetto mantiene la stessa dimensione, è il campo visivo che muta alle sue spalle. E’ la rappresentazione visiva di uno stato d’animo ed ha un grande impatto psicologico.

In una seconda serie abbiamo invece mantenuto fisso il punto ripresa (alzandolo solo quanto necessario per mantenere centrale la composizione).I


I prossimi appuntamenti

Aspettiamo chiunque sia interessato a mettersi in gioco per i prossimi laboratori.

Sabato 26/06 ore 15,00-17,00 colore BLU-AZZURRO – Parametro: ISO – Prenotati qui – Massimo 10 posti disponibili.

Giovedì 05/07 ore 20,00-22,00: in corso di definizione

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