Paesaggi interiori – Franco Fontana

Paesaggi interiori – Franco Fontana

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Il colore è il luogo dove l’universo e la mente si incontrano.

Paul Klee

La mostra “FRANCO FONTANA. Paesaggi” a Palazzo Madama fino al 13 ottobre 2017 è l’occasione per noi di scrivere a proposito di uno dei maestri della fotografia a colori.

Sono brevi appunti che ci aiutano ad inquadrare l’opera di un grande autore e che speriamo possano esservi utili nel caso in cui vogliate andare a visitare la mostra ed arrivarvi preparati!

La mostra ospita una selezione (non estremamente ampia) di paesaggi naturali ed urbani, tra cui alcuni dei più celebri del fotografo. Tutte le stampe sono firmate dall’autore e riportano una breve annotazione su anno e luogo in cui sono state scattate: una testimonianza di come le stampe siano state “approvate” dall’autore stesso e siano quindi conformi alla sua visione originaria.

Se vedete gli scatti di Fontana per la prima volta dal vivo sarete colpiti dalla poca nitidezza, da una visione fluida ed avvolgente, in cui i veri soggetti sono le composizioni di colori, la suddivisione in campi cromatici, i tagli delle inquadrature. Una fotografia anti-documentaristica ed anti-naturalistica, ma allo stesso tempo intima e perfettamente compiuta a livello estetico.


Franco Fontana – cenni biografici

Nasce nel 1933 nella città di Modena.
Comincia a fotografare all’inizio degli anni ’60, amatorialmente e seguendo diversi ‘FotoClub’ della sua città natale.
Nonostante la fotografia sia solo un hobby, comincia a intraprendere una strada di ricerca verso l’astrattismo fotografico a colori, forse primo al mondo, in un periodo in cui l’astrattismo in fotografia era da ricercarsi eslusivamente nel bianco e nero.

Nel 1967 la sua famosa macchina rossa persa nel grigio della città di Praga, viene rifiutata in diversi concorsi fotografici perché a colori.

Bianco e Nero sono i colori della Fotografia

Robert Frank

Nonostante questa “batosta” prosegue la sua ricerca nel colore e comincia a sentirsi stretto in quello che è il mondo della fotografia amatoriale.


La fotografia a colori

La fotografia a colori viene sdoganata nel mondo dell’arte nel 1976 quando al MoMa di New York viene presentata la mostra dell’esordiente William Eggleston.

Nel 1976 sono ormai 15 anni che Fontana sperimenta l’estetica del colore. Mentre i fotografi di inizio secolo (anche puristi come Weston o Adams) avevamo provato e toccato i limiti del colore, Fontana e i suoi contemporanei partono dalla ricerca dei grandi maestri per creare una loro sperimentazione, estetica e di materiali; la tecnica ha infatti sviluppato nuove pellicole e nuove emulsioni.

Quando negli anni ‘70 il colore viene inserito a tutto diritto nel mondo della fotografia Fontana è già attivo da molti anni e ne diventerà uno dei maestri.


Paesaggista?

Spesso Fontana viene definito come fotografo paesaggista, ma nulla è più incompleto di questa definizione.
Come lui stesso scrisse nel 1982 parlando dei suoi primi 20 anni di ricerca:

All’inizio non seguivo nessun percorso specifico di ricerca; fotografavo semplicemente qualsiasi oggetto intorno a me che fosse bello in sé….Ero solo uno che interpretava immagini

Franco Fontana

I suoi sono paesaggi, ma snaturati completamente da quello che è il loro contesto sociologico.

I paesaggi di Franco Fontana ci portano le stesse suggestioni delle opere degli astrattisti della pittura, sono colori e forme che, appianati tramite prospettive compresse, creano sul piano focale pitture, sempre più stilizzate e semplificate.

Ancora attivo ai nostri giorni con Mostre e Seminari non si è mai staccato dalla sua ricerca di estrapolazione di emozioni applicata alla fotografia a colori, sperimentando anche foto digitali ritoccate nella serie ‘Paesaggi Immaginari’

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